Pasta o Konjac?

Di ritorno dalle vacanze e con qualche chilo da smaltire??

Amanti di pasta che non vogliono rinunciare al loro primo piatto??

Girando per gli scaffali del supermercato, il mio sguardo sempre volto a scoprire a nuovi orizzonti, si è posato su un tipo di pasta che assicura pochissime calorie (almeno stando a quanto riportato sulla scatola). Senza troppi tentennamenti, l’ho aggiunta al mio carrello con lo scopo di studiarla accuratamente una volta arrivata a casa.

Sto parlando del Konjac, un prodotto molto usato in Oriente per la produzione dei famosi shirataki (spaghetti giapponesi). Il konjac è un tubero, dalla cui macinazione si ricava il glucomannano (Amorphophallus Konjac), una fibra idrosolubile che, una volta assunta, aumenta il senso di sazietà poiché a contatto con l’acqua aumenta di volume.

Come tutte le fibre, il konjac ha il vantaggio di ridurre l’assorbimento degli zuccheri tenendo sotto controllo la glicemia post-prandiale e di ridurre l’assorbimento dei grassi a livello intestinale contrastando quindi l’innalzamento del colesterolo.

Gli spaghetti di konjac possono rappresentare un’alternativa light alla comune pasta, pur avendo un aspetto e una consistenza molto più simile alla pasta di soia (che alcuni di voi avranno assaggiato nel loro ristorante cinese di fiducia).

konjac

I vantaggi rispetto alla pasta sono:

  • NON contengono carboidrati essendo composti solo da fibre,
  • NON contengono glutine e quindi possono diventare un’alternativa anche per i celiaci
  •  forniscono un basso apporto calorico (7 Kcal ogni 100 gr)
  • si possono includere nei trattamenti chetogenici avendo un apporto molto ridotto di carboidrati.

 

Gli svantaggi sono solo relativi al loro costo poiché una confezione da 200 grammi di shirataki costa in media 4 o 5 euro e non è nemmeno consigliabile utilizzare la farina di konjac per autoprodurre questi spaghetti, visti i costi molto alti della farina stessa.

Va comunque ricordato che, anche nei regimi ipocalorici, la pasta non è un alimento da demonizzare, basta avere un occhio di riguardo nei confronti della qualità e della quantità della stessa.

Se l’avete acquistato e non sapete come prepararlo ecco una ricetta per voi QUI

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