Vitamina C: cosa è e a cosa serve

Gli ultimi post di Alessia (Vedi tutti)

 

La Vitamina C fu studiata per la prima volta da un fisiologo ungherese A. Szent-Gyorgy che nel 1937 vinse il premio nobel per la medicina.  Lo scorbuto (dovuto ad una carenza di vitamina C) è oggi una malattia praticamente debellata, ma prima delle ricerche di Szent-Gyorgy (e successivamente di Charles Glen King) e della conseguente produzione commerciale di vitamina C, era una malattia molto pericolosa e temuta.

Era soprattutto la paura dei marinai che, consumando unicamente alimenti conservati durante le lunghe traversate, soffrivano di questo morbo misterioso che faceva sanguinare le gengive dei denti, gonfiare le estremità delle ossa, riaprire le ferite, avere la febbre accompagnata da apatia e  stanchezza cronica. I sintomi di questi marinai miglioravano dopo l’assunzione di spremuta d’arancia e limone e da lì si isolò chimicamente l’acido ascorbico (vitamina C) e si iniziarono a studiarne gli effetti benefici sull’organismo.

“Una vitamina è una sostanza che fa sentire malati se non la si mangia”

A. Szent-Gyorgy

 

Funzioni della vitamina C

La vitamina C è una vitamina idrosolubile che l’organismo non è in grado di sintetizzare da solo, per questo deve essere assunta con l’alimentazione. Nell’uomo c’è tuttavia una piccola riserva di vitamina C nelle ghiandole surrenali, infatti i sintomi da carenza compaiono solo dopo alcuni mesi di mancata assunzione.

  1. L’acido ascorbico partecipa alla produzione del collagene, una delle proteine necessarie per formare lo “scheletro” di sostegno dei tessuti: si trova nei tendini, nelle cartilagini, nelle ossa e nella pelle. Inoltre, grazie alla stimolazione del collagene, l’acido ascorbico facilita i meccanismi di rimarginazione e cicatrizzazione delle ferite e delle ustioni e rende elastica la pelle.
  2. E’ un naturale antiossidante che protegge l’organismo dall’ossidazione cellulare, contrasta la formazione di radicali liberi (sostanze di rifiuto che se prodotte in eccesso, possono danneggiare il nostro DNA)e ritarda l’invecchiamento.
  3. Ripara l’endotelio (la membrana) dei vasi sanguigni: chi ha problemi di fragilità capillare, problemi di circolazione sanguigna o emorroidi ricorrenti, può incrementare l’assunzione di questa vitamina poiché allevia questi sintomi. Una buona dose quotidiana di vitamina C abbassa il colesterolo cattivo, protegge il cuore da rischi cardiovascolari e recentemente è stato visto che la vitamina C sembra abbassare i livelli sierici di acido urico.
  4. Rende il ferro maggiormente assimilabile ed è per questo motivo che è consigliabile aggiungere succo di limone nelle verdure e sulla carne, per assimilare al meglio il ferro contenuto in esse. La vitamina C migliora l’assorbimento dell’ acido folico, del calcio e della vitamina E.
  5. Contribuisce alla produzione dell’emoglobina e dei globuli rossi nel midollo osseo.
  6. Rafforza il sistema immunitario (probabilmente stimolando la produzione di interferone, una sostanza naturale che potenzia le difese naturali dell’organismo contro l’aggressione degli agenti esterni (virus, batteri),riducendo l’intensità e la durata del raffreddore grazie al miglioramento della risposta immunitaria (leggi anche come prevenire i malanni di stagione). La vitamina C potenzia l’azione dei globuli bianchi, cellule del nostro sistema immunitario che ci difendono dalle infezioni, aumentando la produzione di anticorpi. Quando si è raffreddati, le riserve di vitamina C si esauriscono più velocemente, perché come abbiamo detto questa vitamina è presente nei leucociti (globuli bianchi) che durante il raffreddore sono prodotti in abbondanza. Per reintegrare è utile assumere più vitamina C durante il giorno di quanto non lo si faccia regolarmente.

E’ necessario assumere integratori di vitamina C?

Grazie al fatto che la vitamina C rafforzi il sistema immunitario non c’è inverno che arrivi in cui in tv e nelle farmacie non si dispensino a tutto spiano integratori di vitamina C….ma serve davvero prendere questi integratori?

In realtà la risposta è no, perché la dose giornaliera consigliata di vitamina C è di circa 80 mg negli adulti (e di 35-50 mg nei bambini) ed è facilmente raggiungibile assumendo un kiwi ad esempio. Non tutti sanno che l’assorbimento intestinale della vitamina C è basato su un trasporto attivo “saturabile” ossia significa che l’assorbimento della vitamina si riduce all’aumentare della dose, quindi in soldoni più ne prendo, meno ne assimilo. Fino a circa 30-40 mg l’assorbimento è completo, del 100%, da 40 a 160 mg l’assorbimento si riduce al 70%, se arriviamo attraverso gli integratori ad esempio ad assumere circa due grammi di vitamina, ne assorbiremo solo la metà e la vitamina in eccesso viene poi espulsa per via renale. Per questo motivo è consigliabile assumerne poche quantità, più volte al giorno così da assimilarla completamente.

Va ricordato che nei fumatori, l’assorbimento della vitamina C si riduce, pertanto sarebbe opportuno assumerne una dose maggiore così come anche per le donne in gravidanza.

Se vuoi conoscere quali sono gli alimenti ricchi di vitamina C e quali sono gli accorgimenti da adottare per ricavare maggiori benefici dall’assunzione di questa vitamina, clicca qui o guarda il video.

 

 

Leggi anche

Lascia un Commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi